Una di quelle relazioni complicate, nate da un’insofferenza iniziale causata da una conoscenza superficiale ma che dopo essere entrati in contatto seriamente con l’altra parte si trasforma nella più profonda infatuazione. Passavano mesi e l’amore aumentava sempre di più: non trascorreva giorno in cui non si condividesse assieme anche una piccola parte della giornata. Dopo un anno sono arrivate nuove certezze assieme anche alle prime delusioni ma si tirava avanti, anzi a volte ci si avventurava in situazioni particolari solo per condividere nuovi momenti assieme, andando fino a Milano e a Ferrara a morire dal caldo.
Poi come ogni storia d’amore è arrivata la crisi: si passava sempre meno tempo assieme e poi silenzio per mesi.
Quando finalmente si è tornati ad avere contatti si è scoperto che in questi due anni di silenzio si è cambiati entrambi e nonostante la forte emozione iniziale è arrivata anche la certezza che oramai si era un capitolo del passato anche se continuava a rimanere una sorta di “relazione speciale”. Arrivata la notizia che l’ex amante sarebbe passato qui in Italia subito la nostra eroina si è mobilitata per riuscire a rivederlo, sperando di tornare a provare i sentimenti ai una volta. Più l’incontro si avvicina più realizzava che i bei momenti del passato non possono sicuro tornare, anzi ciò potrebbe portare solo sofferenze e le passava la voglia di incontrarlo, ma per rispetto di quello che fu ci andò lo stesso all’incontro……
E questo appuntamento è avvenuto ieri sera al Palasharp di Milano.
Più si avvicinava il momento in cui gli Arctic Monkeys sarebbero saliti sul palco più l’agitazione aumentava…stavo per rivederli…e mille pensieri mi entravano ed uscivano a velocità supersonica dalla testa. Ecco, si spengono le luci, le tende rosse che chiudevano il palco si iniziano ad aprire creando uno spiraglio centrale in cui fa capolino tra il fumo Turner sulle prime note di Dance Little Liar, poi si aprono completamente appare tutto il gruppo e il concerto ha inizio!
Il cuore mi arriva in gola. Dopo è il momento di Brianstorm ed ecco che inizia a partire il flusso di ricordi, dei brividi che avevo provato ascoltandola in anteprima su BBCRadio1, o quando la suonarono a Milano nel 2007, e assieme a questo inizia a salire anche l’adrenalina, la batteria inizia a rimbombare nella cassa toracica e tutti iniziano a saltare (anche rischiando di cadere contro le seggioline della fila davanti). A questa vengono fatte seguire altre due canzoni dei primi album poi un bel blocco con pezzi del nuovo album assieme alla cover di Nick Cave “Red Right Hand” e la b-side Catapult che per me è il gradino intermedio nell’evoluzione tra FWN e Humbug.
Poi si torna al passato per la gioia di quelli che nel parterre volevano pogare e per i nostalgici dei tempi andati come me, con l’accoppiata “the view from the afternoon” e “i bet you look good on the dancefloor”, che fanno tremate l’intero palazzetto e la carica della serata giunge al suo apice.
Arriva anche il momento della canzone più bella di humbug ovvero “cornerstone” e a seguito di questa vengono più o meno alternati pezzi dai 3 album fino a concludere il concerto con l’accoppiata “when the sun goes down” con il delirio che da sempre la segue e “secret door” con tanto di coriandoli fatti esplodere sopra il parterre sull’ultimo ritornello che hanno procurato un “ohhhh” generale di tutti i presenti.
Arriva il momento dell’encore con l’adolescente fluorescente e 505 e poi tutti a casa, senza neanche salutare il pubblico o fare i saluti di rito. Ma questo per chi conosce bene gli arctics sa che è prassi, anzi già vedere un bis è stata tanta roba, da quel che ricordo i loro concerti erano tutti tiratissimi senza pause e finita “A certain romance” tutti a nanna. Inoltre ho visto che con il passare del tempo Turner, oltre ad abbassare la chitarra che una volta suonava tenendola in posizione ascellare mentre ora in vita, ha aumentato anche le parole di discorso oltre ai tradizionali “grazie” o “noi siamo gli arctic monkeys” interagendo anche con il pubblico delle tribune.
Potrei lamentarmi dei pezzi che adoravo e che non hanno fatto, ma sinceramente non ne ho voglia, e ad essere sincera le mie aspettative erano di una scaletta peggiore con molti meno pezzi dei vecchi album, quindi sono stata sollevata di aver potuto riascoltare canzoni come Still take you home.
I miei amichetti sono cresciuti, sono cambiati molto da quando li vidi a Nonantola nel 2006, ma hanno risvegliato in me il mio amore per loro.
Non posso non essere riconoscente a loro per la compagnia che mi hanno fatto solo un paio di anni fa, delle persone che grazie a loro ho conosciuto in tutti questi anni e per le emozioni e brividi che ancora riescono a farmi venire. Ieri sera è stata una serata a tratti molto emotivamente provante specialmente su canzoni tipo do me a favour, ma è stato bello anche veder come la vita va avanti.
Grazie Alex Turner grazie a tutte le altre scimmie compreso “ciccio-Andy”.
Cornerstone


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