domenica 22 novembre 2009

The Horrors @ Bronson (Ravenna)


Il fatitico giorno del concerto degli horrors è già arrivato e passato e ora non mi restano che bei ricordi, la solita depressione post-concerto e diverse foto venute male...
Le aspettative erano tante, finalmente avrei visto gli horrors!

Ad aprire la serata ci hanno pensato i Gliss, band di Los Angeles composta da tre elementi Martin, David e Victoria. Non li conoscevo e sicuro non sono diventata una loro fan l'altra sera: li ho trovati estremamente noiosi nonostati i continui cambi postazione e strumento, non mi è rimasta impressa nessuna delle loro canzoni, in più esteticamente mi ricordavano eccessivamente il mio gruppo preferito, ovvero i JJ72, e non so perchè la cosa mi irritava notevolmente.
Finalmente finiscono la loro esibizione, la donzella si riprende la borsa che si era portata chissà perchè sul palco ed escono.
Dopo una lunga attesa (o almeno questa è l'impressione che ho avuto io) salgono sul palco Joe, Joshua, Rhys e Tom, si posizionano e parte l'intro di Mirror's Image. Bellissimo Rhys immobile in posizione soldatino ( foto ) che attende il momento giusto per iniziare a suonare. Finalmente entra sul palco Faris ed il concerto ha veramente inizio. Subito dopo mirror's image come da cd viene proposta Three Decades in cui Rhys ci regala le sue migliori mosse denzereccie facendomi scoprire una ballabilità della canzone che neanche immaginavo. Dopo questa canzone i miei ricordi di scaletta diventano abbastanza confusi; credo che siano state fatte Primary colours, I Can't Control Myself, New Ice Age, Scarlet Fields, I Only Think Of You, Whole New Way, Who Can Say, Sea Within A Sea. Nell'encore la cover dei suicide Ghost Rider seguita da Count in Five, Sheena Is a Parasite e si è concluso con Gloves.
I loro live si sono notevolmente calmati rispetto il passato e anche loro tengono il palco in modo leggermente più composto: Faris continua ad avvinghiarsi al microfono, a salire sulle spie, interagire in modo non proprio benevolo con il pubblico delle prime file (se lo ricorderà bene il ragazzo in seconda fila che si è preso uno schiaffo), Joshua mantiene il suo stile ricurvo con camminata nevrotica avanti e indietro e con il viso nascosto dai capelli per suonare, Rhys persevera con i sui ballettini, anzi ora che il basso gli da molta più possibilità di movimento la situazione è "peggiorata", ma tutto mi è apparso molto più ordinato e calmo rispetto a quando li vidi a Reading nel 2007 in cui mezzo palco venne smontanto per il divertimento del frontman.
Bisogna ammettere che non sono per nulla obbiettiva sul live di venerdì scorso, quando mi piace un gruppo questo può eseguire la vecchia fattoria a suon di rutti che per me sempre è tutto bello.
Primary colours mi ha esaltato tantissimo, a New Ice Age anche specialmente per la botta di adrenalina che ha portato assieme a I Can't Control Myself, Whole New Way è proprio caruccia specialmente live, e su Who Can Say ormai non capivo più nulla, anche se avrei tagliato volentieri le mani a chi faceva il solito clap clap-clap durante il momento di maggior pathos del bridge.
Poi è stato il momento del bis in cui mi ero già preparata psicologiamente alla morte che poi non è arrivata. La cover non mi ha esaltato particolarmente, se non per il fatto di avere Spider and the Flies proprio davanti a me, poi è stato un crescendo di delusione con i tre pezzi di Strange House. Mi aspettavo una botta di energia assurda invece è stato tutto il contrario...Pezzi suonati in modo scarico, loro notevolemente distanti da come li eseguivano ed interpretavano 2 anni fa e pubblico eccessivamente calmo (questo è stato un bene però).

Cosa degna di nota sono gli orrendi mocassini di Rhys(foto) e lo stile "pigia uva" che ha Joshua nel ballare sulla musica anni 80 che il locale ha proposto finito il concerto.

Ecco alcune foto
Gliss













Faris










Rhys



Tom














Due video della serata
Primary Colours


Sea Within a Sea

domenica 15 novembre 2009

Si inizia il ripasso...

Anche se in questa settimana non abbia preso il treno ne sia andata a Bologna per colpa di un maledettissimo intasamento delle mie vie respiratorie i miei ascolti sono proseguiti.
Per i primi giorni della settimana in vista del concerto dei White Lies a Milano avevo iniziato a ripassare il loro album, ma appena mi è arrivata notizia dell'annullamento del loro concerto ho cambiato l'oggetto di studio, ovvero sono slittata sugli horrors!
Finalmente venerdì 20 novembre tornerò a veder The Horrors!
Me li sono persa a Bologna nel maggio del 2007 e per rimediare sono andata al Reading festival quella stessa estate. La loro performance mi aveva lasciata abbastanza perplessa, credo che ciò fosse dovuto alla luce delle 3 di pomeriggio che mal si addice a loro e alla posizione lontanissima dal palco, ma nonostante ciò la mia infatuazione per loro ed in particolare per Spider Webb era solo aumentata!
Ora è il momento di tornare a vederli, ad adorarli dal vivo e perchè no scambiare quattro chiaccere con loro!

Dato che la settimana che viene voglio dedicarla completamente al ripasso testi della loro ultima fatica "primary colours" in questi giorni ho riascoltato "strange house" e il loro Ep omonimo.
La voce roca, a volte quasi fastidiosa, e perennemente "arrabbiata" di Faris, le tastiere di Spider con le sue melodie cimiteriali che ricordano un qualche b-movie horror sono sicuro le cose che più apprezzo in questi lavori e che all'epoca mi hanno fatto infatuare di loro. Non hanno inventato nulla di nuovo (ma chi lo fa al giorno d'oggi?) riportando alla luce il garage, e nel 2007 sicuramente erano più famosi per il loro look che per la musica, ma pezzi come count in five, gloves, sheena is a parasite, death a the chapel mi hanno fatto cambiare drasticamente l'opinione che avevo di loro dopo averli ascoltati con attenzione: prima per me erano solo rumore ben vestito...

Mi rimetto a ripassare...

venerdì 6 novembre 2009

Big Infatuation : The Long Blondes

E si...The Long Blondes sono stati proprio una delle mie più grandi infatuazioni musicali degli ultimi anni, quindi si meritano un bel post tutto dedicato a loro.
Un amore che è scoppiato dopo averli visti suonare al covo nel marzo 2007! Già adoravo diverse loro canzoni, ma quel live mi ha fatto perdere totalmente la testa per Kate e soci.

Chi sono i Long Blondes?
"Continuavamo a vederci in giro per la città, ed eravamo chiaramente le persone meglio vestite di Sheffield. Come potevamo non formare una band?" (Kate).

Per scoprire qualcosa un po' più di loro, in particolare sugli esordi, rimando ad uno speciale fatto molto bene sul sito indiepop.it
qui

Nell'aprile 2008 è uscito il loro secondo album "Couples", meno riuscito del primo, prodotto da Erol Alkan .
Nell'estate del 2008 vengono annullate tutte le date del tour per seri problemi di salute del chitarrista nonchè principale autore dei testi Dorian, tanto che il 20 ottobre 2008 il gruppo annuncia, tramite un messaggio sul loro sito, lo scogimento del gruppo e nello stesso giorno viene rilascita una compilation con i loro principali singoli intitolata appunto "Singles".

Cosa mi piace tanto di loro?
Tutto...o per meglio dire:
Kate: la sua voce, il suo fascino, i suoi belletti, il modo in cui interpreta i testi scritti da Dorian con allusioni e sensualità.
Le atmosfere retrò che creano con le loro canzoni ed il proprio look.
I piccoli spaccati di vita quotidiniana e le emozioni che Dorian narra nelle varie canzoni.
Frasi del tipo "There are wants and there are needs and they're two very different things you can love or be in love, again, they're two very different things, yes they're two very different things"
e potrei continuare per ore....

Dato che è giunto il momento di fare qualcosa di costruttivo ecco la mia canzone preferita: